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La vincitrice del Premio letterario nazionale “Genius loci” di Macchiagodenasede é Chiara Palangio della classe I A della scuola secondaria di I grado di Torella del Sannio

Macchiagodena (IS), 30 maggio 2021
Chiara Palangio della classe I A della scuola secondaria di I grado di Torella del Sannio (IC “G. Barone”) è la vincitrice della sezione narrativa scuole della prima edizione del Premio letterario nazionale “Genius loci” di Macchiagodena, sede nazionale de “I borghi della lettura”.
Un passo del racconto “LU PRIM D’AUGUST” è stato recitato dall’attore Francesco Maienza durante l’incontro di premiazione di sabato 30 maggio ed ha ricevuto molti apprezzamenti anche dal pubblico presente. La giornalista molisana Nadia Verdile, moderatrice dell’incontro, ha sottolineato quanto sia importante che ragazzi così giovani apprezzino la realtà dei piccoli borghi e si interessino alle tradizioni locali. Il tema che ha caratterizzato questa prima edizione del Premio letterario è infatti il Molise e la valorizzazione dei piccoli borghi. Dunque una bella soddisfazione e tanta emozione per la giovane scrittrice che ha dichiarato di voler partecipare anche alla prossima edizione del premio. All’incontro sono stati portati i saluti della Dirigente scolastica dell’IC “Barone”, Agnese Di Blasio con i complimenti per tutte le iniziative di promozione del territorio messe in opera dal comune di Macchiagodena e da “I borghi della lettura”.
di Angela Cicora

Narratografia_Chiara Palangio

“LU PRIM D’AUGUST: tutti a Frosolone.”
Chi vive a Frosolone non può non emozionarsi parlando del primo d’agosto.
È un giorno di festa per tutti i frosolonesi, legato alla tradizione della Festa della Perdonanza francescana, quando i pellegrini dai paesi limitrofi, arrivavano davanti alla chiesa di Frosolone per chiedere le indulgenze. L’obiettivo era il perdono dei peccati e il passaggio ad una vita nuova per i pellegrini e i loro defunti.
All’inizio del secolo, in occasione di questa festa sfilò anche il primo carro allegorico…da allora ogni anno il primo di agosto è la sfilata dei carri…
…è il 31 luglio 2014, io ho 5 anni e quest’anno per la prima volta mi hanno invitato a partecipare ad un carro che rappresenta “la Spcciuluata”. Ovvero rappresenta il momento in cui le donne tolgono i chicchi dalla pannocchia che è stata precedentemente raccolta e fatta seccare al sole. Era un momento di particolare raccoglimento fra le famiglie contadine.
È mattino, è il 1° agosto e mia mamma mi accompagna a casa “d zia Lucì”. Ogni volta che entro in quella piccola casa, con la scalinata che mi fa tanta paura, sento degli odori che non trovo da nessuna altra parte, che mi portano indietro nel tempo. Ci aspetta nella sua camera dove ha già tirato fuori gli abiti di sua figlia Angela, di quando era bambina. Indosserò i suoi vestiti per la scena in cui sarò una piccola contadina in sella all’asino che seguirà il carro. Hanno deciso che indosserò una gonna lunga a piccoli quadri bianchi e neri, una camicia ricamata a mano bianca e i miei capelli saranno raccolti nel “maccatur”, il tipico fazzoletto che indossavano e ancora oggi indossano alcune vecchiette per raccogliere i capelli. Quei vestiti sono puliti, ma hanno un odore forte, non è profumo…
Sono pronta, è pomeriggio e a San Pietro suonano le campane in segno di festa perché dopo tanti anni finalmente la mia frazione partecipa alla sfilata con il carro interamente realizzato dai giovani.
Partiamo da San Pietro, mi mettono in sella all’asilo e a fianco a me ci sono i miei padrini di battesimo. Giovanni mantiene la fune a cui è legato l’asino e Maruena mi guarda, assicurandosi che sia tutto a posto. L’asino si chiama Rosina, ogni tanto si ferma per strada perché forse è stanco. Durante il viaggio, ripenso ai racconti di mia nonna che davvero andava in campagna in sella all’asino.
Arriviamo a Frosolone e chiedo a Giovanni di farmi scendere dall’asino perché mi fanno male le gambe e perciò mi mettono sul carro nella zona in cui è rappresentata la camera da letto.
Il carro rappresenta degli ambienti di una casa del tempo: un piccolo cortile in cui razzolano animali di piccola taglia, degli uomini che suonano l’organetto e le donne intente a sgranare le pannocchie; una cucina in cui si prepara del cibo e si beve buon vino e, al piano superiore, la camera da letto.
C’è molta gente che aspetta l’arrivo dei carri, ne sfilano molti. Per le strade di Frosolone tutti i partecipanti al mio carro recitano le scene per rappresentare il momento di particolare allegria che caratterizzava “la Spcciuluata”.
A fine serata, a Frosolone, è festa. C’è la “Sagra di Pparuol e baccalà” (peperoni e baccalà), a me non piacciono e non mi piace nemmeno l’odore che si diffonde nella piazza ma per fortuna mia